Lettera agli europarlamentari per il nucleare in Tassonomia Europea

Oggi abbiamo inviato a tutti gli Europarlamentari italiani una lettera – condivisa anche con tutti i principali organi di stampa – con la richiesta che l’Italia si esprima per l’inserimento dell’energia nucleare nella Tassonomia Europea della Finanza Sostenibile, alla votazione in programma nei prossimi giorni a Strasburgo. Qui di seguito il testo.

Onorevole Deputato,

l’Unione Europea si trova di fronte ad una sfida senza precedenti: conciliare le proprie esigenze di sviluppo con un rinnovato rispetto per l’ambiente. La transizione ecologica richiede interventi decisivi e articolati, per i quali è necessario sostenere tutte le soluzioni tecnologiche che permettano di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, soppesando per ciascuna di esse i rischi e i benefici e valorizzandone la complementarità.

Come coordinamento Italia per il Nucleare scriviamo questa lettera per chiederLe di dare voto favorevole all’Atto Delegato approvato dalla Commissione Europea lo scorso 2 febbraio 2022, che include nucleare e gas, come indicato da organismi internazionali di rilievo quali la IEA (International Energy Agency), per così poter fronteggiare più efficacemente e con maggior diversificazione le sfide climatiche e geopolitiche europee dei prossimi decenni.

La lettera si articola in 4 parti:

  1. cos’è e a cosa serve la Tassonomia della Finanza Sostenibile?
  2. perché è giusto includere il nucleare e perchè accettiamo anche il gas?
  3. cosa dicono gli organismi scientifici internazionali?
  4. risposta alle obiezioni più frequenti: l’inclusione di gas e nucleare sottrarrebbe fondi alle rinnovabili? Favorirebbe la Russia?

1. COSÉ E A COSA SERVE LA TASSONOMIA DELLA FINANZA SOSTENIBILE?

La Tassonomia è un sistema di classificazione che stabilisce un elenco di attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale, creando un quadro di riferimento comune e condiviso per imprese, investitori e decisori politici. Questa “lingua comune” indirizzerà quindi le scelte future, proteggerà gli investimenti dal greenwashing e aiuterà le imprese a individuare facilmente cosa è sostenibile.

Il regolamento della Tassonomia individua:

  • 6 obiettivi ambientali:
    • mitigazione dei cambiamenti climatici
    • adattamento ai cambiamenti climatici
    • uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine
    • transizione verso un’economia circolare
    • prevenzione e riduzione dell’inquinamento
    • protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi
  • 4 condizioni che un’attività economica deve rispettare per essere dichiarata taxonomy-aligned:
    • dare un contributo sostanziale ad almeno un obiettivo ambientale
    • non arrecare danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale (criterio do not significant harm)
    • rispettare le minime tutele sociali
    • il rispetto dei criteri di vaglio tecnico

I criteri tecnici di inclusione sono stabiliti secondo analisi scientifiche e sulla base di un processo inclusivo. Nessuna tecnologia deve quindi essere scartata a priori o per motivi politici.

Le consigliamo le pagine ufficiali dell’UE per saperne di più:
FAQ: What is the EU Taxonomy and how will it work in practice?
EU taxonomy for sustainable activities | European Commission

2. PERCHÉ É GIUSTO INCLUDERE IL NUCLEARE E PERCHÉ ACCETTIAMO IL GAS?

Nucleare

Secondo l’Atto Delegato approvato dalla Commissione Europea e ora soggetto al vaglio del Parlamento, l’energia nucleare è inclusa in Tassonomia se l’impianto soddisfa i seguenti vincoli:

  1. il progetto deve essere approvato entro il 2045;
  2. deve rispettare i più elevati standard di sicurezza, già imposti da enti internazionali come EURATOM e IAEA;
  3. il Paese deve avere un piano per disporre di un deposito per i rifiuti nucleari ad alta attività funzionante entro il 2050

Oltre alla costruzione di nuovi impianti, viene ammessa anche la possibilità di finanziare i lavori per l’ammodernamento di centrali esistenti, al fine di mantenerle in operatività per altri 20 anni circa. Il nucleare è dal 1993 la prima fonte elettrica dell’UE: far funzionare questi reattori il più a lungo possibile è quindi l’azione più veloce da compiere per raggiungere un mix energetico pulito.
Il JRC, ovvero l’organismo tecnico che si occupa di fornire pareri indipendenti su questioni scientifiche, a supporto della Commissione Europea, ha analizzato la compatibilità dell’energia nucleare relativamente al criterio do no significant harm in un report molto dettagliato. L’analisi “non ha rilevato alcuna evidenza scientifica che l’energia nucleare arrechi un danno maggiore alla salute umana o alle persone rispetto a altre fonti elettriche già incluse nella Tassonomia”, come le fonti rinnovabili.
Ignorare deliberatamente un pronunciamento così netto del JRC sarebbe grave: perché finanziare un centro di ricerca per poi non ascoltarlo?
Anche altri enti hanno analizzato l’impatto del nucleare raggiungendo le stesse conclusioni:

Our world in data, progetto dell’Università di Oxford, analizza sicurezza e CO2eq emessa:

UNECE (United Nations Economic Commision for Europe) paragona tutte le fonti elettriche sotto molti punti di vista: l’impatto sugli ecosistemi è il minore tra tutte le fonti elettriche, mentre l’impatto sulla salute è paragonabile con quello di tecnologie già incluse in Tassonomia (solare, eolico).

Gas

Secondo l’Atto Delegato, il gas è incluso in Tassonomia solo se un impianto i seguenti criteri:

  1. il nuovo progetto deve essere approvato entro il 31 dicembre 2030;
  2. deve essere situato in uno Stato Membro che ha confermato l’intenzione di uscire dalla generazione a carbone;
  3. deve sostituire una centrale a carburante fossile esistente in mancanza di alternative rinnovabili;
  4. deve avere emissioni dirette inferiori a 270 g CO2e/kWh oppure emettere meno di 550kg CO2e/kW in media all’anno, misurato su un periodo di 20 anni; un verificatore indipendente deve presentare un rapporto annuale che dichiari se la centrale è in linea con questa media;
  5. deve presentare un piano per sostituire il gas fossile come carburante della centrale con un carburante rinnovabile o a basso carbonio (come biogas, idrogeno o metano sintetico) entro il 31 dicembre 2035, con dei passi intermedi obbligatori di miscelazione del 30% entro il 1 gennaio 2026 e del 55% entro il 1 gennaio 2030;
  6. deve impegnarsi a monitorare ed eliminare fughe di metano nell’impianto.

Il gas rimane un combustibile fossile, ma alle condizioni della Tassonomia emetterebbe circa un terzo rispetto al carbone. Dove non c’è un’alternativa, questa sostituzione abbassa notevolmente le emissioni.
Esempio pratico da considerare sono gli USA, dove dal 2005 al 2019 le emissioni del settore elettrico sono calate di un terzo: le rinnovabili hanno contribuito per il 30% della riduzione, il gas che sostituiva il carbone per il 65%.
Il paletto n.5 definisce inoltre la transizione dal gas fossile ad altro gas che sia sostenibile. Il gas fossile gioca quindi un ruolo minoritario e transitorio, la Tassonomia tratta soprattutto di gas sostenibile (come biogas, idrogeno o metano sintetico).

3. COSA DICONO GLI ENTI INTERNAZIONALI?

L’IPCC riconosce il nucleare come una fonte di elettricità low-carbon matura e afferma che sostituire il carbone con moderne centrali a gas può “significativamente ridurre” le emissioni del settore elettrico.

IEA (International Energy Agency):

la nuova tassonomia dell’UE per la finanza sostenibile guiderà i flussi finanziari pubblici e privati ​​nelle transizioni energetiche. La sua attuazione dovrà soddisfare un’ampia gamma di tecnologie, comprese le tecnologie che sono fattori determinanti per le transizioni energetiche e la ripresa dell’UE. L’UE dovrebbe garantire condizioni di parità per gli investitori e le tecnologie, compresi il gas naturale e il nucleare, per quei paesi e settori che fanno affidamento su di essi”

Il gas naturale può favorire il passaggio dal carbone al gas (in particolare nei paesi dell’Europa centrale e orientale) e sostenere la transizione verso combustibili più puliti, compreso l’idrogeno”

Questa è esattamente la logica con cui il gas sarebbe incluso: sostituzione del carbone e transizione verso il gas sostenibile.

Alla fine del 2018, la strategia energetica a lungo termine dell’UE affermava chiaramente che l’energia nucleare, insieme alle energie rinnovabili, costituirà la spina dorsale del sistema energetico dell’UE per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. Allo stesso tempo, le discussioni in corso sulla tassonomia della finanza sostenibile dell’UE evidenziano la difficoltà nello stabilire politiche guidate dalla scienza che riconoscano il contributo che l’energia nucleare fornisce alla mitigazione del cambiamento climatico e agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Nel 2021, il Consiglio congiunto della ricerca (JRC) della Commissione europea ha sostenuto l’inclusione del nucleare nella tassonomia dell’UE sulla base di un’ampia revisione della letteratura scientifica. Includerlo nelle tassonomie future è molto importante per fornire ai progetti nucleari l’accesso al finanziamento dell’energia pulita e a una serie di altri meccanismi di finanziamento pubblico allineati con la tassonomia dell’UE

Tra le raccomandazioni politiche: “Creare un quadro di finanziamento favorevole: creare quadri di finanziamento e gestione del rischio che facilitino la mobilitazione di capitali per impianti nuovi ed esistenti a un costo accettabile, tenendo conto del profilo di rischio e dei lunghi orizzonti temporali dei progetti nucleari
È necessario un forte sostegno politico per garantire gli investimenti nelle centrali nucleari esistenti e nuove
Le estensioni della vita delle centrali nucleari esistenti sono fondamentali per riportare in carreggiata la transizione energetica

L’ energia nucleare svolge un ruolo significativo in un percorso globale sicuro verso l’azzeramento delle emissioni. L’ energia nucleare raddoppia da 413 GW all’inizio del 2022 a 812 GW nel 2050 nella NZE. Le aggiunte annuali di capacità nucleare raggiungono i 27 GW all’anno nel 2030, un valore superiore a quello di qualsiasi decennio precedente. Tuttavia, la quota globale del nucleare nella generazione totale scende leggermente all’8%. Le economie emergenti e in via di sviluppo rappresentano oltre il 90% della crescita globale, con la Cina destinata a diventare il principale produttore di energia nucleare prima del 2030. Le economie avanzate registrano complessivamente un aumento del 10% del nucleare, poiché i pensionamenti sono compensati da nuovi impianti, soprattutto negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito e in Canada. Gli investimenti annuali a livello mondiale nel nucleare passano da 30 miliardi di dollari negli anni 2010 a oltre 100 miliardi di dollari entro il 2030 e rimangono al di sopra degli 80 miliardi di dollari fino al 2050.

4. DOMANDE FREQUENTI

  • L’inclusione del gas e del nucleare sottrarrebbe risorse alle rinnovabili?

No.
La Tassonomia non prevede alcun obbligo di investimento. Non esiste una somma di denaro stanziata che verrà divisa diversamente a seconda delle tecnologie incluse o escluse. Lo scopo è solo mettere gli investitori nelle condizioni di avere ben chiaro cosa è sostenibile e cosa no.
Anche ipotizzando per assurdo che il nucleare sottrarrà dei fondi alle rinnovabili, questo non sarebbe un problema, perché gli scenari di transizione più economici e meno impattanti sull’ambiente richiedono un mix nucleare-rinnovabili. Questo fatto è certificato da studi e report accademici (IEA, MIT di Boston, Università di Padova). Qui il report della IEA nuclear power in a clean energy system:

Senza investimenti nucleari, realizzare un sistema energetico sostenibile sarà molto più difficile
Compensare meno energia nucleare con più rinnovabili costerebbe di più

Anche la logica ci indica il mix nucleare-rinnovabili come la strada da seguire: introdurre nel mix energetico una fonte stabile (nucleare, geotermico o idroelettrico) facilita il lavoro delle rinnovabili variabili, perché rende artificialmente più piccola la dimensione della sfida. Compensare questa fonte stabile (il rettangolo rosso) con le fonti variabili è complicato, perché richiederebbe una grande eccedenza di potenza installata, di accumuli e di interconnessioni rispetto al mix nucleare-rinnovabili. Questo alza i costi, aumenta l’impatto ambientale (consumo di materiali, di suolo, impatto visivo sul paesaggio) e, non da ultimo, renderebbe la decarbonizzazione meno duratura nel tempo: un reattore ha un aspettativa di vita di circa 50/60 anni, pale eoliche e pannelli solari neanche 30.

  • L’inclusione del gas e del nucleare è un regalo alla Russia?


Il gas sostenibile (biogas, idrogeno, metano sintetico) deve sostituire completamente il gas fossile entro il 31 dicembre 2035, con dei passi intermedi obbligatori di miscelazione del 30% entro il 1 gennaio 2026 e del 55% entro il 1 gennaio 2030. Non stiamo quindi avendo a che fare con quantità gigantesche di gas fossile: questo potrà facilmente avere provenienza non russa, visto anche il lavoro di diversificazione delle fonti in atto (che porterà anche alla costruzione di rigassificatori).
Tornare a sviluppare nucleare potrà in futuro ridurre il consumo di gas, riducendo il rischio di dover dipendere da Mosca.
La filiera nucleare può essere indipendente dalla Russia: l’uranio può essere importato facilmente da Canada e Australia, mentre i reattori possono essere costruiti da Francesi, Americani o Coreani.

Per questi motivi ci auspichiamo che questo Atto Delegato venga approvato. Siamo consapevoli della complessità del tema e rimaniamo a disposizione per qualsiasi considerazione o richiesta di chiarimenti.

Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Il Coordinamento di Italia per il Nucleare

Marco Battaglia, Comitato Nucleare e Ragione

Pierfrancesco Ticali, Alchemy On Air

Francois Burgay, Amo la Chimica

Matteo Hallissey, Associazione Tematica Piero Capone

Fulvio Buzzi, Avvocato dell’Atomo

Luca Romano, Avvocato dell’Atomo

Carlo Cardamone, Brainergy

Alessandro Castelvetri, Comitato Nucleare e Ragione

Pierluigi Totaro, Comitato Nucleare e Ragione

Alessio Bertonelli, EconomiaItalia

Andrea Camerini, Energia in Numeri

Stefano Oggero, Fisica in Quanti

Marco Coletti, La Fisica che non ti aspetti

2 pensieri riguardo “Lettera agli europarlamentari per il nucleare in Tassonomia Europea

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