Appello per includere il nucleare tra le fonti energetiche sostenibili

Nei giorni in cui a Glasgow è in corso la Conferenza sul Clima, riteniamo sia fondamentale far rientrare nel dibattito politico europeo ed italiano il ruolo dell’energia nucleare, come fonte di energia pulita, sicura e a basse emissioni, complementare alle fonti rinnovabili.
Questa mattina abbiamo consegnato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, e lanciato una petizione,con cui sosteniamo l’idea che l’energia nucleare debba essere inserita nella strategia europea per la transizione ecologica e la lotta al cambiamento climatico, come tra l’altro sottolineato dalla valutazione tecnica del Joint Research Centre: “non esiste alcuna prova scientifica che l’energia nucleare arrechi più danni alla salute umana o all’ambiente rispetto ad altre tecnologie di produzione di elettricità già incluse nella tassonomia”. Nucleare e rinnovabili, per noi, non sono fonti antagoniste, bensì preziosi alleati nel dare il loro imprescindibile contributo per raggiungere il necessario obiettivo di emissioni nette zero entro il 2050.

TESTO DELL’APPELLO

L’Unione Europea si trova di fronte ad una sfida senza precedenti: conciliare le proprie esigenze di sviluppo con un rinnovato rispetto per l’ambiente.
La transizione ecologica richiede interventi decisivi e articolati, per i quali è necessario sostenere tutte le soluzioni tecnologiche che permettano di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, soppesando per ciascuna di esse i rischi e i benefici e valorizzandone la complementarità.

In questo contesto, è fondamentale che la Commissione Europea prenda in considerazione il parere degli esperti, formulando la propria strategia per la lotta al cambiamento climatico sulla base delle evidenze tecnologiche attualmente a disposizione. La recente valutazione tecnica del Joint Research Centre (JRC) raccomanda l’inclusione dell’energia nucleare nella tassonomia [1]. Il rapporto afferma di non aver riscontrato  “alcuna prova scientifica che l’energia nucleare arrechi più danni alla salute umana o all’ambiente rispetto ad altre tecnologie di produzione di elettricità già incluse nella tassonomia“, come le fonti rinnovabili.  Altresì evidenzia  come le emissioni di gas serra e di altri agenti inquinanti prodotte dagli impianti nucleari siano molto basse, e l’utilizzo del suolo estremamente ridotto.
Due altri gruppi di esperti dell’UE hanno di fatto confermato questa analisi[2,3].
I dati scientifici attestano con sempre maggiore chiarezza quanto l’energia nucleare sia efficace per combattere il cambiamento climatico, come evidenziato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) [4], dall’International Energy Agency (IEA) [5] e dalla United Nations Economic Commission for Europe (UNECE)[6]. La International Atomic Energy Agency (IAEA) ha pubblicato il report “Nuclear Energy for a Net Zero World” affermando come l’utilizzo dell’energia nucleare sia fondamentale per evitare una catastrofe ambientale al 2050 [7].

L’energia nucleare in Europa fornisce già quasi la metà dell’elettricità a basse emissioni, sostenendo oltre un milione di posti di lavoro [8]. La flotta di reattori europei va prontamente preservata e rafforzata, se non si vuole che gli sforzi di decarbonizzazione fin qui compiuti da tutti i Paesi – Italia compresa – vengano vanificati da una riduzione della capacità nucleare. Non possiamo inoltre ignorare quanto l’Italia, pur avendo rinunciato alla produzione nucleare sul proprio territorio, tragga beneficio dalla presenza di reattori in Paesi confinanti, dai quali importa quotidianamente più del 10% dell’elettricità di cui ha bisogno [9], con importanti vantaggi anche dal punto di vista economico e della stabilità dei prezzi dell’energia.
Se il nucleare verrà escluso dalla Tassonomia, questo si tradurrà in un rallentamento della transizione verso un futuro più pulito e in un infragilimento del sistema di approvvigionamento energetico dell’Unione Europea, con gravi conseguenze anche per il nostro Paese.

Per questi motivi, invitiamo il Presidente del Consiglio Mario Draghi a prendere in Europa una posizione a favore dell’inclusione del nucleare nella Tassonomia della Finanza Sostenibile. 


[1] https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/business_economy_euro/banking_and_finance/documents/210329-jrc-report-nuclear-energy-assessment_en.pdf
[2] https://ec.europa.eu/energy/sites/default/files/opinion_of_article_31_goe_on_the_jrc_report_28_june_2021.pdf
[3] https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/business_economy_euro/banking_and_finance/documents/210629-nuclear-energy-jrc-review-scheer-report_en.pdf
[4] Hoegh-Guldberg, O., Jacob, D., Bindi, M., Brown, S., Camilloni, I., Diedhiou, A., Djalante, R., Ebi, K., Engelbrecht, F., Guiot, J. and Hijioka, Y., 2018. Impacts of 1.5 C global warming on natural and human systems. Global warming of 1.5 C. An IPCC Special Report
[5] Sadamori, K., 2020. Nuclear Power in a Clean Energy System. In Annales des Mines-Responsabilité et environnement (No. 1, pp. 122-126). FFE.
[6] https://unece.org/climate-change/press/international-climate-objectives-will-not-be-met-if-nuclear-power-excluded
[7] https://www.iaea.org/sites/default/files/21/10/nuclear-energy-for-a-net-zero-world.pdf 
[8] https://www.foratom.org/press-release/investing-in-low-carbon-nuclear-generates-jobs-and-economic-growth-in-europe/
[9] https://www.terna.it/it/sistema-elettrico/statistiche/pubblicazioni-statistiche

6 pensieri riguardo “Appello per includere il nucleare tra le fonti energetiche sostenibili

  1. I più grandi enti internazionali quali IPCC (Intergovernmental Panel for Climate Change), IEA (International Energy Agency), JRC (Joint Research Center) hanno eseguito numerosi studi e redatto vari report che sostengono che l’energia nucleare sia una fonte sicura, pulita ed efficiente e sia fondamentale per la transizione energetica. Il nucleare infatti è la fonte di energia che causa meno decessi a parità di energia prodotta, al pari delle rinnovabili. Questo perché gli incidenti causati dalle centrali nucleari hanno fatto infinitamente meno danni rispetto a quelli che invece fanno quotidianamente i combustibili fossili, quali carbone, gas e petrolio.

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